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IL FASCICOLO DEL FABBRICATO (parte II°): gli impianti elettrici

Nell’ambito dei fascicoli del fabbricato è particolarmente importante quello relativo agli impianti elettrici.

Gli impianti elettrici presenti in un condominio sono di due tipi: Quello condominiale, ossia relativo alle utenze condominiali vere e proprie (luce scale, ascensore, impianti sollevamento liquami , ecc…) e quelli privati dei singoli appartamenti, negozi, garages.
L’Amministratore e’ tenuto ed obbligato per gli impianti relativi alle utenze e beni comuni. Anche se non puo’ sfuggire alla sua sorveglianza (non avendo compiti di intervento diretto) sugli impianti privati.
Qualora riscontrasse impianti privati non a norma ovvero avesse comunque dubbi sulla conformita’a norma degli stessi e’ di certo buona iniziativa quella di inviare diffida al proprietario interessato.
Il condominio deve avere impianti elettrici fatti a regola d’arte, per garantire la sicurezza di tutti. L’amministratore di condominio deve provvedere all’adeguamento dell’impianto elettrico se non a norma. Il 18 giugno 2013 è entrata in vigore la legge 220 dell’11 dicembre 2012, che racchiude nuove indicazioni per la conformità degli impianti elettrici condominiali.
Secondo l’articolo 10, l’amministratore di condominio deve tenere una sorta di registro anagrafico con i dati dei proprietari e “titolari di diritti reali e personali di godimento”, i daticatastali di
ogni appartamento, ufficio o studio, e i dati relativi alle sicurezza dell’impianto elettrico. L’amministratore deve conservare i documenti degli impianti che forniscono l’elettricità ai condomini e parti in comune.

Il registro deve contenere la DICO (dichiarazione di conformità) degli impianti installati dopo il 13 marzo 1990 oppure, in caso di assenza, la DIRI (dichiarazione di rispondenza), rilasciata da un professionista iscritto all’albo professionale con cinque anni di esperienza nel settore impiantistico (lo prevede l’articolo 7 del Decreto Ministeriale 37/08). Devono essere presenti inoltre la documentazione relativa alla manutenzione degli impianti, quella degli interventi di adeguamento
e il verbale di verifica periodica come previsto dal DPR 462/01.

Il DPR 462/01 è molto rigido sulle norme degli impianti elettrici nei luoghi di lavoro. La norma è valida (e obblagatoria) anche nei condomini quando è presente almeno un lavoratore: in questo caso l’amministratore di condominio ha il ruolo di “datore di lavoro” e deve rispettare i vincoli del DPR 462/01. Secondo la norma, l’amministratore deve far verificare l’impianto condominiale ogni 5 anni oppure ogni 2 se ci sono locali adibiti a studio medico, cantieri o luoghi con un
pericolo di incendio più alto. La verifica dell’impianto elettrico condominiale va affidata a enti specializzati e autorizzati che non possono avere un “doppio ruolo”: per loro progettare, installare o fare consulenza sugli impianti elettrici è vietato, a garanzia di imparzialità dei risultati dei controlli.

Le verifiche prevedono l’esame della documentazione relativa all’impianto, quindi dichiarazione di conformità, ispezioni precedenti e il progetto di installazione, un accurato esame a vista degli impianti, prove di continuità e funzionamento dei conduttori di terra, di protezione e degli equipotenziali, misura della resistenza a terra, misura delle tensioni di contatto e di passo, misura dell’impedenza dell’anello di guasto. Alla fine dei controlli, l’organo incaricato delle verifiche
consegnerà un certificato di ispezione con l’esito della verifica e le prescrizioni per rendere sicuro e conforme l’impianto elettrico. Se invece all’interno del condominio non ci sono lavoratori, l’amministratore è esentato dall’applicazione del DPR 462/01. Come già accennato, se il condominio non ospita lavoratori, l’amministratore non è obbligato a rispettare il DPR 462/01, ma deve comunque garantire controlli periodici dell’impianto. Le norme relative alla sicurezza degli impianti elettrici (CEI 64/8 e Legge 46/90) prevedonoverifiche iniziali, straordinarie e periodiche, oltre a esami a vista e prove strumentali.
Se le verifiche iniziali sono obbligatorie per la dichiarazione di conformità, le verifiche periodiche hanno lo scopo di accertare il perfetto funzionamento dell’impianto, mentre le verifiche straordinarie si tengono quando si operano
cambiamenti o modifiche all’impianto. La spesa sopportata da un condomino per far effettuare i lavori di adeguamento dell’impianto elettrico condominiale (ai sensi della legge n. 46/1990) deve essere suddivisa, anche per i locali che non hanno ingresso dall’accesso condominiale, secondo il criterio di ripartizione previsto dall’art. 1123, primo comma, del Codice civile.

IL CRITERIO
DELL’USO NON SI APPLICA ALLA SPESA ATTINENTE ALL’IMPIANTO ELETTRICO CONDOMINIALE.

La suprema Corte, nel dare ragione al ricorrente, muove dalla considerazione che “l’impianto elettrico condominiale, ai sensi dell’art. 1117, n. 3, cod.civ., in mancanza di titolo contrario, è comune a tutti i partecipanti al condominio e le spese vanno divise per mill/mi generali.

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Commenti

  1. Sono pienamente d’accordo con il collega della vitale importanza la redazione del fascicolo la raccolta e verifica di tutti gli impianti elettrici.
    Normative molto importanti.
    Bell’articolo complimenti

    Giugno 12, 2017 Reply
  2. In base al disegno di legge, le Regioni, entro il 31 dicembre 2017, devono adottare misure per rendere obbligatoria l’istituzione del fascicolo del fabbricato.

    Settembre 23, 2017 Reply
  3. Obiettivo del convegno, pensato in collaborazione con il Politecnico di Milano e il tema del Fascicolo del fabbricato che secondo la categoria deve diventare obbligatorio per le nuove abitazioni e puo essere introdotto gradualmente, attraverso un meccanismo di incentivi fiscali, per le esistenti.

    Ottobre 02, 2017 Reply

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